Non finirá mai sui giornali, credo, perché troppo complicato da spiegare e in fondo non molto interessante di per sé - il link è qui. Ma è una di quelle notizie che dovebbero far pensare, perché d'altra parte tutti stanno aspettando l'annuncio da parte della Nasa del grande e storico ritrovamento fatto su Marte - dovebbe avvenire lunedi. Può darsi, ma io non ci credo, che lunedí o chissà quando dicano di aver trovato segni di vita sul pianeta rosso. Ma intanto qui, su quello blu, altri ricercatori hanno trovato la vita in un posto che sembrerebbe peggio di Marte, un lago antartico coperto di ghiaccio da migliaia di anni. Sono ovviamente batteri di un qualche tipo, che riescono a sopravvivere lontani da ogni fonte di energia, almeno apparentemente. Eppure, sono in grado di estrarre qualche stilla di differenza di potenziale da processi geologici lentissimi, e sono in grado in questo modo di costruire un ecosistema, per semplice che sia. Questo dice molto della resilienza dei processi viventi, della quasi inevitabilità della vita, della strana proprieta di trovare sempre un angolino da cui estrarre energia, e soprattutto di come sia probabilmente più saggio dare un po' di denaro anche a queste ricerche "marginali" senza spendere tutto in missioni su altri pianeti prima di aver finito il lavoro sul nostro. Se pensiamo che il famoso British Antarctic Survey ha corso il rischio di essere ridimensionato se non di scomparire del tutto qualche settimana fa, allora è ovvio che c'è qualcosa di sbagliato nel mindset dell'umanità, quando si tratta di ricerche.
1 commento:
Bel post, semplice ed efficacissimo. Condivido tutto. Ci sono interi "pianeti" da scoprire ancora qui, sulla Terra (per esempio le profondità oceaniche).
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