Che sarebbe oggi. Ma io e alcuni altri l’abbiamo festeggiato durante quello che è stato definito l’Evolution day, a Milano, al Museo di storia naturale. Grande la partecipazione di pubblico, come vedete anche nella foto accanto (fatta direttamente dal sottoscritto dal palco delle presentazioni, DURANTE una delle presentazioni, per la qual cosa sono stato anche rimproverato e allo stesso tempo approvato). Considerazioni molte e sparse. Nonostante il clima, sia culturale che meteorologico, la manifestazione è stata un gran successo. Sala piena sempre in tutte le sessioni, con un pubblico non propriamente giovanissimo (anche se non mancavano i giovani). Le presentazioni sono state di qualità varia (in media meglio gli stranieri degli italiani, ma non di molto), con argomenti non facili. D’altronde, la botanica, e lo dicono gli stessi botanici, è sempre una scienza che predispone alla meticolosità e alla precisione, quindi consentirebbe pochi voli pindarici. Anche se sono convinto che si potrebbero fare. Le discussioni a margine, specie con Peter Stevens del Missouri botanical garden (quello di Peter Raven) e Louis Ronse De Craene, sono state fruttuose e molto stimolanti. Il primo ha creato questo sito gigantesco, sulla filogenesi delle Angiosperme, punto di riferimento per tutti i botanici mondiali, il secondo è un morfologo vegetale, che studia l’evoluzione della forma dei fiori secondo le pressioni evolutive, essenzialmente l’impollinazione ma non solo. Le loro presentazioni sono state una lunga serie di – fruttuosi – dubbi sull’origine delle piante a fiore e il loro sviluppo evolutivo. Il tutto era stato preceduto da un excursus storico di Alessandro Volpone, storico della scienza, che ha parlato di “Darwin e la discendenza della piante” (a propos, la sua è stata la presentazione più power point friendly). Per il resto del programma, potete andare a vedere qui. Il sito Scienzainrete dovrebbe mettere in rete anche tutte le conferenze. Che dovrebbero essere anche da altre parti, come qui – dove potete vedere anche un bravo presentatore. Le discussioni con Stevens e Ronse De Craene (è belga, e il nome è fantastico) erano però più sulla divulgazione e la diffusione dell’evoluzione che sui loro argomenti. Stevens dice che è compito loro, oltre che dei comunicatori, diffondere una corretta conoscenza, ma che spesso i ricercatori e gli scienziati trovano ostacoli soprattutto all’interno dell’università. Il belga è intervenuto dicendo che la botanica e le scienze naturali sono oltre tutto poco considerate, perché spesso il pubblico fa il confronto con la fisica (per non parlare delle humanities) che ti spiegano meglio e più in profondo chi sei e dove andrai a finire. Stevens ha addirittura definito la fisica (quella di LHC, per esempio) una creazione terrena, una costruzione teorica che spiega l’origine di tutto. E che per questo drena un sacco di soldi per gli strumenti di ricerca. La sera di venerdì, grande lecture di Illka Hanski sull’aumento delle allergie causate dalla diminuzione di biodiversità (per cui 'c’è anche questo post). Brillante, non noioso, ha risposto a tutto dicendo però che la sua è un’ipotesi, non una teoria provata. Il tipo è anche molto simpatico e ferocemente dawkinsiano (vale a dire antireligioso).
Insomma, un buon Evolution Day, a Milano, sperando che la settimana porti qualche novità anche nella gestione del Museo, che ha un gran bisogno di essere un po’ rivitalizzato. Le persone e le strutture ci sono (anche gli inglesi dicono che alcuni diorami sono fantastici) mancano i mezzi. Che sono tutti o quasi per questa roba accanto, et similia. O per il Museo del Novecento (numero per numero, perché non un museo del 42?)
Invece i soldi dovrebbero essere dati tutti a questo tipo qua accanto: pericoloso, ma simpatico ospite del Museo.
Vi lascio con un paio di libri (gratis) della National Academy Press: questo e soprattutto questo (lo trovate anche nella colonnina accanto). Sono grossi pdf da leggere sul computer. NON da stampare per leggerli al cesso; per questo c’è la tavoletta…
2 commenti:
Nell'immenso internette esiste un'esilarante sito-discarica di baggianate gestito da un certo Enzo Pennetta (si chiama niente meno che Critica Scientifica, benché le sue critiche sembrano più del tipo "giornalismo à la Libero"). Ti ha dedicato un articolo.
Un intero articolo? Che onore. Grazie della segnalazione. L'ho letto, e mi è sembrato ridicolo. Ma la mia politica è parlare solo con coloro che capiscono di cosa parlano. E il professore mi sembra carente nell'argomento. Non che sia stupido, anzi, mi è parecchio brillante: ma ha delle tesi da dimostrarem quindi non ci si può parlare. Grazie ancora.
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