25 ottobre 2011

Quando la fisica è un ingombro (aggiornato)

In questa intervista*** si dimostra come spesso e volentieri un premio Nobel non è garanzia di oracolitudine. Il signore in questione si chiama Robert Laughlin ed ha vinto il Nobel in fisica teorica per l'effetto Hall quantistico frazionale (credo - l'inglese è fractional quantum Hall effect): cosa riguardi questo effetto mi rimane misterioso, ma non è questo l'oggetto del contendere. Forte del suo status, Laughlin pontifica sul futuro dell'energia nel libro a fianco cercando, a detta del Wall Steet Journal, una via di mezzo tra ambientalisti e tecnottimisti. La soluzione sarebbe il biocarburante, da coltivare non nelle terre agricole, ma nei deserti e negli oceani. A parte la follia di dire che basta questo per continuare a usare le automobili e gli aerei, la cosa fondamentale dell'intervista sono le poche parole che questo signore dedica al global warming. Ecco la frase ""one can't find much actual global warming in present-day weather observations" (deduco dall'intervista, il libro non l'ho letto). Quindi lui dalle osservazioni meteorologiche (weather) deduce che non c'è un gran che di riscaldamento globale. A mare decenni e decenni di studi, di ricostruzioni di climi (non meteorologie) di tutto il mondo, di conferme che provengono da decine di scienze, dall'ecologia alla geologia alla paleontologia. Poi altre coglionate (quanno ce vò, ce vò) come questa "he says that damming Canadian rivers and flooding 0.5% of its land surface, for instance, would provide hydro-power to meet all the world's electricity needs for a month". Ma dove vive questo? Sa cosa significa l'impatto di una diga sull'ecosistema e le popolazioni? Provate a proseguire la lettura e vedrete che anche il giornalista (Matt Ridley, che ha scritto anche ottimi libri di divulgazione dell'evoluzione) ci mette del suo, libero di dire le sue stupidaggini dal giornale degli industriale americani.
E perché questa prosopopea, questa albagia, questo tronfiaggine? Perché LUI è un premio Nobel in fisica, e la biologia e l'ecologia sono solo stamp collecting.

Imbecille. 


Qui un interessante debunking del fisico degli industriali

*** H.T. Ecoalphabeta

3 commenti:

Marco Fulvio Barozzi ha detto...

Se inclinassimo di soli 3° l'Italia da nord a sud avremmo tanta di quell'energia potenziale da produrre migliaia di GW elettrici, aumenteremmo l'efficacia dei pannelli solari al nord e risolveremmo i problemi di siccità al sud, perché i fiumi scorrerebbero in quella direzione. Adesso voglio anch'io il Nobel.

Lopo ha detto...

Matt Ridley con cretinate di questa risma ci ha scritto anche un ottimo fermaporta, "The rational optimist".

Anonimo ha detto...

Non me ne meraviglio molto, in verità.
Se tutti seguissero la regola aurea "a ognuno il suo mestiere" non saremmo costretti a leggere simili boiate in quantità industriali.
Invece quotidianamente salta su il solito genio convinto di aver capito tutto di biologia, ecologia e affini (solo perché magari è un fisico o un ingegnere e vuoi mettere le loro difficilissime materie con banalità come l'ecologia) e non fanno altro che sostenere cazzate madornali senza fondamento.

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