18 agosto 2011

Sempre più in alto

Mean surface temperature change for the period...

Image via Wikipedia

ResearchBlogging.orgHo sempre letto con difficoltà ogni report che parlasse di global warming basandosi sui modelli: sono intricate costruzioni matematiche che devono cercare di “seguire” il meglio possibile la realtà (qualsiasi cosa essa sia) per descriverla. Ma appunto perché sono matematiche e quindi vivono solo sui computer devono prima o poi scontrarsi con quel poco di realtà che non sono riusciti a descrivere – esempio è il comportamento delle nubi e dell’aerosol. Questo non significa che non mi fidi (conosco alcuni modellisti e sono persone affidabilissime, che danno la birra a tutti i negazionisti del mondo), ma solo che mi piacciono altri tipi di prove del riscaldamento globale. Per esempio quelle che riguardano animali e piante, in generale quindi modifiche agli ecosistemi. Su Science è uscito un articolo che va proprio in questo senso. Dice, e i sospetti presenti da anni diventano pesanti prove, che animali e pianti si spostano verso l’alto, sia in senso della latitudine(nell’emisfero nord verso nord, il contrario nell’altro emisfero) sia in alto. Il lavoro, scritto da biologi ed ecologi di tutto il mondo (Inghilterra, Stati Uniti e Taiwan), ha preso in esame un gran numero di combinazioni tra specie e situazioni – cioè specie * altezza e specie * latitudine. I risultati sono inequivocabili (come dimostra la figura qua sotto*).imagePrima di tutto perché dimostrano senza ombra di dubbio che le specie si spostano verso le alti latitudini e le quote più alte a una velocità media di 16,9 km per decennio, e di 11 metri per decennio per quanto riguarda l’altezza. Lo studio dice qualcosa di nuovo per varie ragioni: prima di tutto l’analisi ha preso in esame non le singole specie, ma interi gruppi tassonomici (farfalle, mammiferi, alghe, cavalletti e molti uccelli – alcuni gruppi sono stati studiati anche in Italia, sulle Retiche), e ha quindi potuto fare una media su tutte le specie. Il risultato più importante però è quello che dimostra come la “velocità” di spostamento è molto superiore a quella di studi anteriori, che era di 6,1 km in latitudine e 6,1 metri in altezza. Inoltre questo studio dimostra un altro aspetto più sottile: cioè che l’entità del cambiamento è proporzionale al riscaldamento. Le zone che si riscaldano di più sono quelle in cui le specie si spostano maggiormente. Se non è una relazione di causa effetto poco ci manca. Altri aspetti importanti riguardano proprio i gruppi tassonomici: per esempio gli uccelli rispondono meno in termini di elevazione e più in termini di latitudini. Ovviamente ci sono piccole variazioni in termini di modifiche, con alcune specie che invece di salire scendono. Insomma, come tutti i sistemi biologici, le variazioni non sono univoche. Ecco cosa dicono infine gli autori:

Thus, despite an overall significant shift toward higher latitudes and elevations, which is greatest where the climate has warmed the most, and despite around three-quarters of species shifting poleward and to higher elevations, we found that species have exhibited a high diversity of range shifts in recent decades.

Chen, I., Hill, J., Ohlemuller, R., Roy, D., & Thomas, C. (2011). Rapid Range Shifts of Species Associated with High Levels of Climate Warming Science, 333 (6045), 1024-1026 DOI: 10.1126/science.1206432

*Fig. 2. Observed latitudinal shifts of the northern range boundaries of species within four exemplar taxonomic groups, studied over 25 years in Britain. (A) Spiders (85 species), (B) ground beetles (59 species), (C) butterflies (29 species), and (D) grasshoppers and allies (22 species). Positive latitudinal shifts indicate movement toward the north (pole); negative values indicate shifts toward the south (Equator). The solid line shows zero shift, the short-dashed line indicates the median observed shift, and the long-dashed line indicates the predicted range shift.

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1 commenti:

Xodroont ha detto...

Non sarebbe meglio fare questi studi sulla fasce vegetazionali anzicchè sugli animali?
Del resto la fauna si muove quasi sempre seguendo la flora.

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