
ATTENZIONE, su segnalazione del blogger Ed Young (non qui, su Google+) faccio notare, anche se mi sembrava ovvio, che la stima delle specie di procarioti è assolutamente irreale (per varie ragioni - magari ci torno dopo che ne ha parlato anche Wilkins), e quindi gli 8,7 milioni sono solo gli eucarioti.
Allora, l'articolo, scritto da biologi in giro per il mondo e da un esperto di Microsoft, vuole arrivare con maggior verosimiglianza possibile al numero di specie viventi sul pianeta. Chi scrive questo blog si è occupato dell'argomento (amatorialmente, mica sono un professionista) da anni, e le cifre che ha letto sono infinite. Si va da circa 3 milioni (qualche annetto fa, a dire la verità) a oltre 15-30 fino a un ordine di grandezza superiore, circa 100 milioni, usando i metodi più strani e immaginifici (dalle estrapolazioni di Terry Erwin a pattern macroecologici a calcoli delle velocità di scoperta delle specie). Il fatto che ognuno di queste stime desse cifre differenti ha innescato numerose battaglie e discussioni che non hanno condotto nella maggior parte dei casi a niente. Adesso gli autori di questo studio ci provano con un approccio che a prima vista sembra logico, anche se sono certo che prima o poi qualcuno ci troverà un difetto grande così. Allora, gli autori si sono resi conto che la scoperta e la descrizione dei taxa superiori è molto più vicina al limite di quanto non accada per le specie - questo vuol dire che di phylum molto probabilmente non se ne scopriranno più, o almassimo uno o due, di classi un filino di più, di ordini ancora di più e così via fino ai generi.
Le specie sono un'altra storia, sembra che non ci sia limite alla loro scoperta. Dopo questa constatazione, hanno posto un limite (probabile) al numero di taxa superiori, l'asintoto calcolato dal numero di entità precedenti e dalla velocità di scoperta. Hanno poi calcolato il "rapporto" tra queste curve e quelle delle specie nei gruppi animali di cui si sa con ragionevole certezza quante siano le specie (per esempio gli uccelli o i mammiferi), hanno scoperto che il fit tra i dati è buono (cioè che il metodo approssima molto bene la realtà per i gruppi noti) è buono e hanno estrapolato questo approccio ad altri gruppi per determinare quante specie contengano. Il risultato è la tabella che vedete qua sotto (presa direttamente dall'articolo e rielaborata): Table 2. Currently catalogued and predicted number of specie on Earth and in the ocean
| Species | Earth | Ocean | ||||
|
| Catalogued | Predicted | ±SE | Catalogued | Predicted | ±SE |
| Animalia | 953.434 | 7.770.000 | 958.000 | 171.082 | 2.150.000 | 145.000 |
| Chromista | 13.033 | 27.500 | 30.500 | 4.859 | 7.400 | 9.640 |
| Fungi | 43.271 | 611.000 | 297.000 | 1.097 | 5.320 | 11.100 |
| Plantae | 215.644 | 298.000 | 8.200 | 8.600 | 16.600 | 9.130 |
| Protozoa | 8.118 | 36.400 | 6.690 | 8.118 | 36.400 | 6.690 |
| Total | 1.233.500 | 8.740.000 | 1.300.000 | 193.756 | 2.210.000 | 182.000 |
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| ||||||
Archaea | 502 | 455 | 160 | 1 | 1 | 0 |
| Bacteria | 10.358 | 9.680 | 3.470 | 652 | 1.320 | 436 |
| Total | 10.860 | 10.100 | 3.630 | 653 | 1.320 | 436 |
| Grand Total | 1.244.360 | 8.750.000 | 1.300.000 | 194.409 | 2.210.000 | 182.000 |
Predictions for prokaryotes represent a lower bound because they do not consider undescribed higher taxa. For protozoa, the ocean database was substantially more complete than the database for the entire Earth so we only used the former to estimate the total number of species in this taxon. All predictions were rounded to three significant digits.
Mora, C., Tittensor, D., Adl, S., Simpson, A., & Worm, B. (2011). How Many Species Are There on Earth and in the Ocean? PLoS Biology, 9 (8) DOI: 10.1371/journal.pbio.1001127
*** Questo perché contiene cifre precise, frutto di lunghe analisi, di quante siano le specie di animali e piante e altre frattaglie esistenti sul pianeta. Prima notazione, che ha a che fare con la comunicazione in sé, non con l'oggetto dell'articolo: se in un comunicato stampa - l'articolo è corredato di numerosi comunicati a contorno, di un commento di un famoso ecologo, di parecchie foto (ne vedete un paio in questo post) e altro - ci sono numeri precisi che possono stuzzicare la curiosità del lettore e del caporedattore (PRIMA del caporedattore, poi...) allora è quasi certo che andrà nella colonnina a destra del sito del quotidiano, quello con le curiosità, accanto all'ultimo topless e al gol di tacco al volo di un calciatore armeno, dalla sua area, facendo una rabona e il caffè.
2 commenti:
Le critiche non sono giustificate anche perché questo è un lavoro computazionale, che immagino non abbia richiesto una quantità esagerata di risorse economiche..
Un punto debole potrebbe essere il fatto che magari in certi gruppi le scoperte sono state poche perché si è cercato poco. Per i gruppi meno studiati il modello predice un numero basso di specie totali, ma potrebbe non essere così: la velocità di scoperta non è funzione solo del numero di specie da trovare, ma anche dello sforzo profuso nella ricerca. Detto questo, non so se per qualcuno di questi gruppi tassonomici ci possa essere stato un bias del genere..
Potrebbe essere, ma il pattern di pochi gruppi ad alta cladogenesi seguita dalla coda di molti gruppi con poche specie si ripete praticamente sempre, e quindi anche uno o due gruppi poco studiati credo spostino poco. Inoltre la stima è ragionevole e credo che il lavoro sia ben fatto. Insomma, ormai tutti convergono attorno a quel valore, di dovrebbe essere nell'intorno dei 10 milioni. Quello che non torna sono i procarioti, per i quali il significato di specie usato da zoologi e botanici secondo me non vale: e contarli qui dentro ha poco senso.
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