05 luglio 2011

Battaglia continua

Proseguo la mia personalissima lotta contro la divulgazione di basso livello, specie se tocca le scienze naturali, dimostrandovi che non è solo la Repubblica o i giornali on line che pubblicano vaccate. Nell'ultimo numero delle Scienze - luglio 2011, pag 20 - c'è un articolo sullo stesso argomento che ho toccato qualche tempo fa, quello dei Membracidi e delle loro ali-trasformate-in-elmetti. La rubrichetta, di Boncinelli, è di facile lettura e si digerisce in breve. The devil, come dicono gli anglosassoni, is in the details. A parte il fatto che la famiglia è definita Membracidae (in corsivo, e secondo me non si fa per gli animali), ma la didascalia recita "Umbonia membracidae, insetto con elmetto, vicino a una spina". Poiché è in corsivo, si presume che il nome sia quello della specie. Ma poiché non me lo ricordavo (e non mi risulta corretto), ho fatto una ricerchina, andando sia sul sito dell'agenzia fotografica sia su alcuni che parlavano del genere. In effetto Corbis - l'agenzia - parla di Umbonia membracidae; ma non è certo affidabile. La ricerca sul resto del genere non mi ha portato a nessuna Umbonia membracidae. È quindi ovvio che trattasi di una didascalia presa di peso dal sito dell'agenzia, e riportata così com'era sul giornale (per essere chiari, Boncinelli non c'entra affatto, la redazione sì), mettendo il nome del genere e quello della famiglia. E allora, direte voi? E allora, dico io, una rivista che si picca di essere il top della divulgazione in Italia non può fare di questi errori. Oppure può farli se, come ritengo e ho detto, considera le scienze naturali "diverse" dalla fisica e la chimica, non scienze dure e quindi indegne di attenzione ai particolari. Se poi è una questione formale (solo in apparenza) com'è il nome latino, perché buttare i primi nomi che ti capitano senza un minimo di controllo? Finezze, stupidaggini, dettagli inutili? Può darsi, ma come fidarsi di una rivista che usa questo standard anche quando si leggono altri articoli? Oppure, se ci si fida, perché non chiedersi perché alcuni temi sono curati, e altri no?

13 commenti:

Livio L. ha detto...

Povera tassonomia. Faccio bene a rompere le scatole su questa disciplina ormai trascurata. Se vuoi una chicca uscita su una rivista peer-review: invece di cf. usarono c.f." Characteristics that influence male reproductive success on a lek of Lethrinops c.f. parvidens (Teleostei: Cichlidae)" Eccesso di zelo il mio. Mancanza dio fondamentali direi.

Fabio ha detto...

Hai ragione, i taxa superiori al genere non vanno in corsivo negli animali (nelle piante mi pare pare di si invece).

Fabio

meristemi ha detto...

Secondo l'ICBN (Vienna Code http://ibot.sav.sk/icbn/main.htm) del 2006 anche famiglie e ordini dei vegetali andrebbero in corsivo.

Marco F ha detto...

Grazie prof. Sono invece certo che negli animali vanno in formato del testo (teoricamente andrebbero in controtesto, cioè corsivo se il resto è tondo, e tondo se il resto è corsivo).

meristemi ha detto...

prof un corno :-P

Marco F ha detto...

Da qualche parte c'è scritto "insegna". E per me chi insegna è un prof...

meristemi ha detto...

Inoppugnabile.

Mauro ha detto...

però ad esempio a Repubblica a distanza di mesi non sono riusciti a scrivere praticamente mai E. coli bene.. su "Le Scienze" errori (non solo di corsivi) certo ce ne sono, però statisticamente i periodici sono meglio dei quotidiani quando si parla di scienza... e lo dico solo da lettore. Questo però significa che anche nel "paradiso" della comunicazione scientifica si comincia a fare riferimento più ai comunicati stampa che agli articoli originali... e questo è male!

Marco F ha detto...

Appunto perché è un periodico di scienza pretendo una precisione ben maggiore su le Scienze che su Repubblica. Anche perché l'errore non è neppure sul comunicato stampa, ma sulla didascalia della foto nel sito dell'agenzia fotografica. Non proprio io regno della precisione, e tutti lo sanno.

Xodroont ha detto...

Io ho un numero di le scienze che afferma che gli pterosauri fossero dinosauri...

Marco F ha detto...

"Io ho un numero di le scienze che afferma che gli pterosauri fossero dinosauri". Ecco la dimostrazione definitiva che le scienze naturali sono poco considerate. Una frase del genere non può apparire su un periodico scientifico. Se dicessi che i neutroni sono carichi elettricamente, che succederebbe?

Abigaille ha detto...

commento interessante, mi mancano due informazioni
1) come si chiama davvero la bestiaccia in questione
2) dove è possibile reperire questo tipo di informazioni,per evitare errori simili se capitasse di ddover menzionare insetti o altro dai nomi bizzarri

Marco F ha detto...

@Abigaille
1) Il nome latino è Umbonia crassicornis. Ecco qua una bella schedina: http://bugguide.net/node/view/4387
2) per i nomi degli uccelli ci sono alcuni repertori ormai classici (cerca checklist italiana o roba così). Per i mammiferi i nomi sono più ballerini, non sempre ci sono. Io uso nomi generici (topo, antilope eccetera) a volte traducendo dal latino, e dico che è parente o simile ad animali con i nomi conosciuti in italiano.
3) Per insetti e altri non vertebrati se ci sono i nomi usare quelli comuni. Ma, come dici, spesso ci si trova a descrivere animali senza nomi italiani. Che fare? La mia politica è usare il nome latino o, se forzato, un nome italiano derivato dal nome della famiglia o addirittura dall'ordine. Preferisco inventarlo o essere poco preciso piuttosto che tradurre letteralmente il nome inglese; si corrono rischi di nomi ridicoli.

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