Image via Wikipedia
Due notiziole che mi fanno pensare sia tempo di emigrare su Marte. La prima riguarda gli avvisi di garanzia per “sottovalutazione degli allarmi prima del sisma”. Sono stati mandati a una serie di persone (eccole, secondo Repubblica: Franco Barberi (vicepresidente della commissione), Enzo Boschi (direttore dell'Ingv), Giulio Selvaggi (direttore del Centro Nazionale Terremoti), Gian Michele Calvi (presidente della fondazione Eucentre, European Centre for Training and Research in Earthquake Engineering), Claudio Eva (professore di Fisica terrestre e Sismologia a Genova), Bernardino De Bernardinis (vice capo del settore tecnico-operativo della Protezione civile), Mauro Dolce (direttore dell'ufficio Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico della Protezione civile) perché non hanno avvisato la popolazione che dopo gli sciami sismici avrebbe potuto esserci un terremoto. Che può esserci dopo ogni sciame, ma anche senza che lo sciame ci sia. Che facciamo, avvisiamo tutti che forse domani c’è un terremoto? E li facciamo vivere nelle tende, sempre? Senza contare che, come dice Aldo Piombino, qua:
Il terremoto dell'Aquila è stato devastante non di per sé, ma soprattutto per lo standard delle costruzioni: la mappa dello scuotimento parla chiaro. Non mi pare si debba dare la colpa a Boschi, Bertolaso &c se sono crollati edifici recenti costruiti senza tenere conto del rischio sismico o, peggio ancora, non rispettando le normative.
E inoltre, come mi ricordo dicevo anch’io qui, la classificazione sismica in Italia si basa su impostazioni politiche, non su dati scientifici. Perché i PM (o chi per essi) non vanno a chiedere a chi di dovere perché L’Aquila è in zona 2 e non 1, come dovrebbe essere? Perché non vanno a indagare su come sono costruiti gli edifici, e di chi è la vera colpa delle morti? Perché pensano che i terremoti si possano prevedere, un po’ come le eclissi? Ma hanno fatto due – 2 – ore di scienze in tuta la loro vita. O sono tutti laureati in discipline giuridiche e non sanno cos’è il secondo principio della termodinamica o la plate tectonics? Complimentoni (tutto questo premettendo che magari, come dice anche un commento a Scienzeedintorni, potrebbe essere un atto dovuto, e i PM non c’entrano niente; anche se qui non si chiarisce gran che).
Altrettanti complimenti per questo curioso pezzo del Manifesto, in cui l’intellighentzia di sinistra italiana si dimostra per quello che è, un accozzaglia di capziosi legulei o umanisti senza la più pallida idea di quel che parlano quando trattano di scienza. Parte facendo una divisione politica delle critiche, non scientifica, e mette da una parte giornale e libero, dall’altra Nature e Boston Review (vi sembra politica o di merito, la divisione?). Dopo questo attacco sconsiderato, l’ho letto fino in fondo con attenzione, e non fidandomi del mio giudizio (mi sembrava una lunga serie di non sequitur) ho chiesto il parere di veri esperti. Mi hanno risposto a giro di posta che “dire che è confuso è già darne una visione utile” oppure “l'autore […] non deve avere grande dimestichezza con i dibattiti in questione”. Questo Mazzeo confonde adattamento e selezione, non sa che i vincoli sono pienamente all’interno della teoria dell’evoluzione (Futuyma e altri), che nessun ultradarwinista pensa che “la selezione naturale [è] una disposizione attiva, cioè una competizione per il successo riproduttivo” e basta. Il tutto condito da frasi del tipo “ma se la natura è un processo non finalizzato come può avvenire la selezione? Come può scomporre un animale nei suoi tratti costitutivi e preferirne uno piuttosto che un altro? La natura non è un soggetto individuale e non ha una mente: non sceglie e non scompone nulla, a meno che non si creda che dietro di essa si nasconda una qualche divinità.” La risposta a queste domande è stata data a F&PP da parecchie persone (vedi qui e qui e qui), insieme ad altre posizioni del libro. Faceva comodo leggerle, prima di sproloquiare di argomenti a lui totalmente sconosciuti. ma si sa, quando sei un intellettuale, la scienza la schifi. Vero Manifesto?
![Reblog this post [with Zemanta]](http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=838a1011-9d3e-401f-8e89-621c6511db5c)
6 commenti:
Mi sembra che il problema di una critica di fondo, totale, alla scienza sia un problema grosso, e in aumento.
Ma eviterei di bersagliare l'"intellighenzia" di sinistra. La legge del Cipolla dice che i cretini sono ben distribuiti in modo bipartisan. Pensiamo al vicepresidente del CNR, messo lì per meriti politici, alla battaglia politica contro il riscaldamento globale (alla rete di accuse personalistiche, o di complotto globale, e alle distorsioni delle affermazioni di scienziati). O per tornare a sinistra a tutta la campagna sull'elettrosmog.
Qui in Toscana poi la legge per praticare l'omeopatia (ma anche la pranoterapia e cose più fantasiose) negli ambulatori pubblici, a spese del contribuente, è passata all'unanimità, e se ti permetti di criticare si base scientifica vieni accusato di dogmatismo ed intolleranza.
Il punto di fondo è questo, non si accetta che ci siano questione in cui la verità non è autoevidente, in cui servano competenze che acquisisci in anni di studio. Ieri ho visto il film "Ipazia", e la cosa che più mi a colpito è una battuta in cui un fanatico sostiene che la Terra sia piatta, è ovvio, basta ragionare un pochino. "Su, usate il cervello, non fatevi imbrogliare da quelli lì". La conseguenza è il rogo della biblioteca di Alessandria, e i pogrom degli scienziati.
Corretto, i "cattivi" non sono solo a sinistra. Ma dopo anni in cui sbeffeggio le carlucci, i de mattei e gli zichichi, alla mia bella età mi sono stupito che un giornale di solito attento alla preparazione come il manifesto si faccia ingannare e pubblichi cose di questo genere. Credo, ma spero prima o poi di dedicare alla questione un post molto amatoriale, che il tutto sia influenzato anche dall'approccio postmoderno di certa sinistra di formazione umanista, che tende a mettere sullo stesso piano astrologia e astronomia (in fondo sono due modi di vedere il mondo, o no?) creazionismo ed evoluzionismo e così proseguendo. Insomma, l'approccio scientifico (che non capiscono, peraltro) non fa per loro. Ed ecco le conseguenze.
Dall'articolo del manifesto:
l'idea di Darwin secondo cui la fortuna delle specie vegetali e animali dipende dal loro grado di adattamento all'ambiente.
Già, è proprio questa l'idea di Darwin... Mi spiace, perché avevo letto roba interessante di Mazzeo, ai tempi della mia tesi.
Se mi spieghi chi è, te ne sono grato.
Da quel che mi dice google, è ricercatore in filosofia del linguaggio.
Se non sbaglio di suo avevo letto qualche cosa su Wittgenstein. Ma dovrei ricuperare la mia tesi.
Trattando di linguaggio, potrebbe avere la stessa posizione di Piattelli Palmarini, e quindi essere d'accordo con lui anche per quanto riguarda cose che non sa: tipo evoluzione. Ecco spiegato l'arcano.
Posta un commento