
Dal sito Pikaia, punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di evoluzione, vengo ad apprendere che tale De Mattei (di cui avevo parlato anche
qui) è titolare di una rivista chiamata Radici cristiane. Esiste anche su carta, anche se non l'ho mai vista in giro. Ne faccio cenno qua perché questo De Mattei è vicepresidente del Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche (o della religione?). E pubblica, sulla sua rivista, tre pezzi dal titolo antievoluzionistico. Eccoli:
Ho fatto una brevissima ricerca sugli autori, e nessuno ha la più lontana affiliazione con organismi scientifici che dir si voglia. Tutti fanno parte di un sottobosco livoroso di cattolici ipertradizionalisti e antimoderni, come il loro capo De Matttei, antievoluzionisti e negazionisti del clima (Gaspari, Socci e compagnia cantante) che si esprimono su blog, riviste e altri mezzi on line, e no. I link agli autori rimandano ad altri articoli da loro scritti per la rivista; articoli che trattano dei più diversi argomenti, dalla morte cerebrale a
Hernan Cortés, Conquistador del Messico. Non ho la possibilità di leggerli, e quindi rimando il commento vero a quando potrò mettere le mani sui testi. Anche se qualche sospetto ce l'ho.
Nel frattempo, di tutt'altro tenore, ecco un pezzo sulla Stampa del ministro dell'ambiente del governo Bifur-Bofur-Bombur, tale prestigiacomo. Già il titolo è tutto un programma:
Ai privati le riserve naturali (sottotitolo: A Erode la gestione degli asili, e a Dracula l'Avis). Il ministro infila una serie berlusconiana di ca&&ate, menzogne, leggende metropolitane e dicerie ascoltate nei salotti della sua amica marcegaglia. Tipo "Va superata l'impostazione secondo cui le aree marine (come i parchi e le riserve del resto) devono essere zone negate alla fruizione pubblica". Ma dove vive questa? Negata alla fruizione pubblica, cosa. A parte Montecristo, Sasso Fratino e pochi altri angolini, il pubblico può andare ovunque, e fruire aree marine, parchi e riserve come caspita gli pare. E continua: “superare la cultura secondo la quale solo cancellando dalla carta geografica pezzi di territorio è possibile ottenerne e garantirne la tutela".
E ancora: “Le arèe marine non vanno chiuse ma aperte, mi si passi il termine, al «culto» dei molti che amano il mare e vogliono viverlo e rispettarlo". E chi sarebbero quelli che hanno il culto del mare? "intendiamo rivisitare la normativa nazionale sui parchi e le riserve per coinvolgere i privati nella valorizzazione di queste zone". La parola valorizzazione, la ragazzina ministro non lo ricorda (ma io sì) equivale pari pari a distruzione. Un'area si valorizza costruendo un golf club, un porticciolo turistico, un albergo "ben inserito nell'ambiente", lo si fa "ripulendo" il sottobosco, costruendo sentieri, piste da sci, sciovie, funivie...
Nessun privato affitterebbe un'area (anche a costo zero) se non potesse in qualche modo "valorizzarla", a modo suo. La
minus habens prosegue "Se non si uscirà dalla impostazione eco-ideologica della terra e del mare tutelato perché «vietato»...". Eco-ideologica sta per protezione moderna, attenta alla salute degli ecosistemi prima che a quella del portafoglio degli speculatori. E conclude: “Ci sarà una ragione politica se in Francia, in Germania i movimenti politici verdi stanno conoscendo una stagione di grande successo dopo aver sposato la cultura dell'ambientalismo «del fare» e da noi sono invece «specie in via di estinzione» continuando a coltivare un ideologismo elitario". Non ho mai letto tante stronzate in una sola frase. In Francia e Germania i movimenti verdi hanno successo perché si oppongono alla speculazione edilizia, al nucleare, a un modello di sviluppo che traspare esattamente da quello che dice la ministra birignao. In Italia sono fortunatamente scomparsi perché con l'ambientalismo non avevano assolutamente niente a che fare, e facevano dell'ignoranza la loro forza.
Concludo dicendo, visto che si parla di "culto del mare": ministro, mi dai una chiesa che dico io (tipo il duomo di Milano) che te la valorizzo? Mi accontento anche del Colosseo.
Il tutto a costo zero, ovviamente. In fondo, sono sempre un privato.
La foto sopra, lo Zingaro in Sicilia, viene da
qua.
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