10/04/2009

Qui si parla di evoluzione. Astenersi disinteressati

Confesso, a capirlo ci ho messo un po' (ma solo perché pensavo che OB fosse un'altra cosa). Una volta letto, però, mi sono balzate alla mente alcune considerazioni. Ma vediamo di cosa si tratta. In alcuni ciclidi africani (dei generi Labeotropheus, Metriaclima e altri) le femmine hanno un gene che ne determina una variazione dell'aspetto; diventano un po' marezzate, per così dire, e così come quella accanto in alcune condizionisono molto più camouflaged, direbbero gli inglesi (non sono mimetiche, per quel che mi riguarda, perché il mimetismo è un'altra cosa - ma lasciamo perdere). Il gene si chiama Pax7 ed è collocato vicino a un locus che determina il sesso femminili nei ciclidi (per i quali vedi anche questo blog). Purtroppo quando è espresso nei maschi il gene ne disturba, in qualche modo, lo sviluppo cromatico, e questi non hanno il pattern specie-specifico che permette alle femmine di riconoscerli. Quindi sorge un conflitto tra i sessi (Science la chiama "guerra dei Roses evolutiva") perché un tratto che è favorito nelle femmine è sfavorito nei maschi. E' ovvio che anche se le femmine sono poco visibili, senza maschi possono farci la birra con il loro tratto positivo. Allora un'altra mutazione ha creato il locus che determina il sesso, che è dominante rispetto al gene classico; poiché però i loci sono molto vicini, sono cioè in linkage disequilibium, praticamente tutti gli animali che hanno il gene mutato (quello che li fa diventare colorati) sono femmine. La storia è piuttosto complessa, e infatti gli autori ne traggono anche lezioni più ampie, tipo che un meccanismo del genere potrebbe anche aver causato la vera esplosione di specie che caratterizza i ciclidi dei laghi africani. Ma a me viene in mente anche che se un creatore, almeno quello che vorrebbero farci ingoiare i nostri creazionisti, deve fare tutti 'sti casini (geni, controgeni, mutazioni, sesso determinato in maniera diversa per ogni specie), tanto intelligente proprio non deve essere. E che la ricerca è un esempio classico di come la natura lavora alla perfezione con il materiale che ha a disposizione (come diceva Jacob, è un bricoleur) e che infine i biologi possono spiegare tutto quello che vedono e scoprono solo alla luce della teoria dell'evoluzione. Ci vuole molto per smetterla di rompere con il progetto intelligente?

Ecco la dida della foto: A female orange blotch morph of Labeotropheus trewavasae from Ngwazi, Tanzania, is cryptic against the algae-covered rock substrate.
[Copyright © Ad Konings]

4 commenti:

Livio L. ha detto...

Acc! Non ho controllato Science questa settimana ed ecco cosa mi sono perso!

Marco F ha detto...

Hai accesso all'articolo? (così se lo leggi tu me lo spieghi meglio...)

M

Livio L. ha detto...

È quello di Science Express? Scaricato.

Livio L. ha detto...

Letto.
Direi che hai interpretato il tutto molto bene. Scrivo anch'io qualcosa per contestualizzare la notizia, ma il succo è questo.

Chi c'è qua?