7/07/2009

Chi rifiuta cosa

John Wilkins ha pubblicato un articolo chiedendosi se i creazionisti sono razionali o meno (l'articolo originale costa 34$, ma qui c'è una versione precedente, in doc). La sua tesi è che coloro che si oppongono alla scienza non sono proprio del tutto irrazionali, ma si fanno i giudizi in base a quella che definisce "razionalità limitata" (bounded rationality) che li crea in base a una serie limitata di fatti e nozioni e tempi a disposizione. Wilkins estende questo giudizio anche a tutti coloro che si oppongono ai fatti scientifici (come coloro che negano il legame Aids/Hiv e il riscaldamento globale). Non sono convinto che questi ultimi siano proprio come i creazionisti, ma questo mi ha fatto venire in mente una semplice spiegazione anche per il contrasto tra scienza e religione. Spiegazione nel senso che dà una giustificazione per quel che accade, non che spiega nel senso scientifico del termine. Secondo me, e molti altri (Jerry Coyne e PZ Myers per esempio) le spiegazioni del mondo derivate dalla scienza e dalla religione sono in conflitto. Altri, come Mooney, dicono che invece sono perfettamente compatibili.
Se le spiegazioni fossero incompatibili (come per esempio l'impossibilità fisica della resurrezione, e il racconto della resurrezione) uno si trova a dovere decidere da che parte stare. Alcuni riescono ad accettare tutte due le visioni del mondo; altri no. E quando sono posti di fronte a questo conflitto, scelgono.
Quel che penso io è che la scelta stessa la si compie molto presto nella vita, diciamo intorno ai dodici-quattordici anni, quando ci si rende conto che quello che vi hanno raccontato a scuola, al catechismo o a casa va in contraddizione con quello che vedete fuori dalla finestra. Ma ciò non significa che quello che vi hanno insegnato sia irrazionale; solo che obbedisce a logiche diverse, che a loro volta possono essere spiegate con l'innata voglia dell'uomo a pensare che ci sia sempre sotto (o dietro) qualcosa, di solito un agente reale (meglio scappare vedendo un cespuglio che si muove - potrebbe essre un leone). Solo chi obbedisce alla logica del "what you see is what you get" sempre e comunque arriva a rigettare le spiegazioni della scuola-casa-catechismo. Altri sono perfettamente contenti di quello che hanno, e non trovano affatto contraddittorio che il mondo non obbedisca alle regole che hanno appreso. Per questo credo che ancora molti non vedano affatto il conflitto tra le due visioni del mondo; sono platonici nel profondo del loro cuoricino. Capirlo potrebbe aprire le porte a discussioni futtuose, credo.

3 commenti:

tupaia ha detto...

mi spieghi la differenza tra: "l'innata voglia dell'uomo a pensare che ci sia sempre sotto (o dietro) qualcosa, di solito un agente reale"

e la "logica del "what you see is what you get" ?
Mi sembra che tu faccia una distinzione all'interno degli atei...

Marco F ha detto...

Se non hai capito tu, non mi sono spiegato. I primi sono coloro che vogliono vedere dietro ogni avvenimento un agente (CHE LORO VEDONO COME) reale. I secondi si "limitano" a studiare e giudicare i fatti per come sono, e non si costruiscono niente. I primi sono fuggiti al leone qualche milione di anni fa, i secondi hanno inventato il metodo scientifico.

tupaia ha detto...

ok, ora e' chiaro :)

Chi c'è qua?