6/27/2009

Chi violenta cosa?


Visto che sono nato e cresciuto con la sociobiologia, non ho mai del tutto disprezzato la psicologia evoluzionistica. Ma da quando ho letto questo libro ho cominciato ad avere dei dubbi. Che non sono stati certo fugati da quest'altro: scritto bene, per carità, ma fumoso come un libro di critica letteraria o artistica. Oppure come questo, il più bel libro per bambini mai scritto ("O Bananas!" said they, "where did you learn that trick, and what
have you done to your nose?"
). Il disegno accanto è la favola del piccolo elefante.
Insomma, da qualche anno la psicologia evoluzionistica mi sembrava sempre più difficile da digerire, anche se qualcosa secondo me ci dev'essere in tutta la storia dei moduli e del cervello umano. A fare chiarezza è arrivato un articolo di una giornalista americana che, su Newsweek, ha scritto questo pezzetto mica male, facendo la storia e la cronaca della psicologia evoluzionistica, dei suoi approcci alla ricerca e alla scrittura di libri affascinanti e molto venduti, ma con pochissime basi. A questo si è aggiunto un articolo di Jerry Coyne (del 2000) su New Republic e, ancora di Coyne, un post sul suo blog. nell'articolo di Newsweek c'è anche il suggerimento di un cambio di paradigma (diciamo di miniparadigma): sostituire la psicologia evoluzionistica con l'ecologia comportamentale. Un po' come hanno fatto da anni Krebs e Davies con questa serie di libri, che sono raccolte di articoli sull'argomento. Molto tecnici a volte, ma chi vuole veramente imparare cosa sia l'ecologia applicata alla biologia evoluzionistica del comportamento, sono indispensabili.
Il titolo del post viene da uno dei più famosi e controversi di psicologia evoluzionistica, A Natural History of Rape: Biological Bases of Sexual Coercion, di Randy Thornhill, che giustifica la violenza sessuale proprio in base all'interesse evolutivo dei violentatori. Leggete nell'articolo di Newsweek perché il tutto è falso.
Anche perché una volta tanto una giornalista si è impegnata ed è andata contro tutto quello che dicono i giornali per fare articoli "brevi, ricchi e che colpiscono". Roba da scoop, insomma, come "il gene per..." o "siamo programmati per...". Mi piacerebbe conoscere il capo redattore di Newsweek che ha permesso che si scrivessero certe cose (come sapete, la colpa di tutte le nefandezze scientifiche sui giornali è di direttori e caporedattori). Provate a leggere qua.

2 commenti:

Fabio ha detto...

Per non sapere ne leggere ne scrivere la possiamo considerare tutta fuffa, o no?
Parlo della psicologia evolutiva (ma anche delle psicologia in generale a questo punto).

Fabio

Marco F ha detto...

Io non sarei d'accordo, ma tu l'hai detto... 8-)

Chi c'è qua?