Su questa storia dell'iceberg Wilkins in Antartide (nel link a Bbc c'è anche un piccolo video del British antarctic survey) si sta scatenando una piccola guerra di blogger (la foto accanto proviene da questo sito). Alcuni, come Ecoalfabeta o Il professor echos denunciano la cosa come un chiaro segno del riscaldamento globale. Devo dire che entrambi i post sono molto ben documentati, anche se le conclusioni sono solo dei "proprietari" dei blog. Dall'altra parte c'è Maurizio Morabito e i ragazzi di Progetto Galileo che sono molto più cauti. Questi ultimi fanno giustamente le pulci ai giornali italiani che mettono insieme l'area dell'iceberg e quella della disintegrazione della barriera retrostante, sbagliando di molto il tutto e perdendo un po' di credibilità. Il blog più "scettico" quello di Maurizio Morabito che, dopo aver corretto tutti gli errori di misura, si spinge a dire che il tutto è una tempesta in un bicchier d'acqua, perché semplicemente il riscaldamento globale non c'è. Per varie ragioni il distacco dell'iceberg è giustificato, dice Morabito. Poiché i fatti sono fatti, andiamo a vedere cosa dice:
1) E' la fine dell'estate, il periodo di massimo riscaldamento. Giusto, ma poco rilevante.
2) In alcuni punti il Polo sud si riscalda, in altri si raffredda. Vero, ma l'immagine citata non è datata (mi piacerebbe sapere a quando risale). Questa invece è datata 2007, e si vede che quasi tutto l'Antartide si sta scaldando. In ogni caso, come dice anche RealClimate
Antarctica is Cold? Yeah, We Knew That (l'Antartide è freddo? Lo sapevamo). Anche perché i vituperati modelli prevedevano che l'Antartide e gli oceani circumantartici si sarebbero raffreddati (o almeno non si sarebbero riscaldati tanto).3) Le dimensioni della zona "disintegrata" sono minime. Ancora, vero, ma se aspettiamo che si sciolga tutto, stiamo freschi (ehm, scusate il gioco di parole)
4) Nel frattempo, l’estensione dei ghiacci marini antartici e’ un milione di kmq superiore alla media storica. Non si capisce da dove derivino i dati, né come sia stata calcolata la media storica.
5) I mesi appena trascorsi sono stati a livello globale fra i più freddi degli ultimi anni. Vero, ma i calcoli del riscaldamento non si fanno di anno in anno, ma su una media che risale a parecchi decenni, o anche molto più in là.
Nei commenti di Progetto Galileo faccio notare uno di fabiobiker, che afferma come secondo alcune premesse:
Quello che voglio dire è che se da un lato mi sembra oggettivo che negli ultimi 20 anni il clima appaia instabile, non credo possano esserci prove sperimentali per dire che questa instabilità è causata dall’uomo. Non ci sono prove sperimentali in senso zichichico, ma le conferme (sia modelli che elaborazione dei dati presenti) sono quasi infinite. Forse sarebbe il caso di informarsi prima di postare, anche in un blog.
Sempre nei commenti spunta però un terzo incomodo, che interpreta i dati a modo suo. E' tale Franco Battaglia, che scrive sul Giornale. A parte la fonte, che non mi pare il massimo come obiettività, tanto che ha fatto del negazionismo (dell'evoluzione e del riscaldamento globale) una vera bandiera, Battaglia si spreca per spiegare che
È bene avvisare subito i lettori che la scienza ha già dimostrato che col riscaldamento globale l’uomo non c’entra, come fa fede il Rapporto del N-Ipcc - presentato a New York lo scorso 3 marzo e naturalmente ignorato dal Tg1 - dall’inequivocabile titolo: «È la natura e non le attività umane a governare il clima». Un'affermazione del genere è quanto meno azzardata. Il che lo spiega anche un ottimo post dell'amico Fabio Turone che sa fare il giornalista, e risale alle fonti. Al di là del fatto che la scienza non dimostra niente, Battaglia infatti dovrebbe essere rappresentante dell'N-IPCC. Un organismo fondato da Fred Singer che, secondo wikipedia (notorio covo di comunisti, ma con le fonti) è an American electrical engineer and physicist. He is best known as president and founder (in 1990) of the Science & Environmental Policy Project, which disputes the prevailing scientific views of climate change, ozone depletion, and secondhand smoke and is science advisor to the conservative journal NewsMax.
Singer ha fondato l'NIPCC. Ed ecco qual è la "biografia" del gruppo di studiosi.
In 2008, Singer's group, the Science and Environmental Policy Project, created the Nongovernmental International Panel on Climate Change. The NIPCC report titled "Nature, Not Human Activity Rules the Climate [2], published by the Heartland Institute[26] was released in February-March 2008. Singer served as General Editor and is the copyright owner. It is unclear if the report is the "report itself" or the summary of an as-yet unreleased report since the report's second page subtitles it "Summary for Policymakers of the Report of the Nongovernmental International Panel on Climate Change."
Secondo questo articolo dell'Abc, Singer non ha particolare credibilità (eufemismo). E credo che Battaglia non sia molto più credibile. Insomma, se si vogliono ribattere le tesi della maggior parte dei climatologi mondiali, sarebbe il caso di avere qualche arma in più nel proprio arsenale, e non farsi scoprire come pagato dalle industrie del petrolio.

6 commenti:
Riguardo i punti citati da Morabito:
2) l'immagine del suo blog è vecchia: copre il periodo 1982-2004
http://earthobservatory.nasa.gov/Newsroom/NewImages/images.php3?img_id=17257
4)l'ha preso da qui
http://arctic.atmos.uiuc.edu/cryosphere/IMAGES/current.anom.south.jpg
ma il bello è che, se si guarda al trend http://nsidc.org/data/seaice_index/images/s_plot_tmb.png
si vede che lo slope è di 3.4 ±5 % per decade, cioè la variabilità supera il trend!!
Su Singer e tutto il pensatoio dei negazionisti che fan capo a istituti come il G.C.Marshall et simila, consiglio vivamente questa "magistrale" lezione di Naomi Oreskes (Prof of History and Science Studies all'UCSD) sul negazionismo made in USA del GW (con evidenti ramificazioni anche europee)
http://www.youtube.com/watch?v=2T4UF_Rmlio
Da questa lezione una chicca su Singer: nell'ottobre 1995 dichiarava: "non c'è ancora consenso scientifico sull'effetto dei CFC nel danneggiamento dell'ozono stratosferico". Tre settimane dopo, Rowland, Molina e Crutzen vincevano il NObel per il loro lavoro pionieristico sulla connessione CFC-O3 depletion!!!
Non avevo dubbi, ma volevo anche la risposta di Morabito...
Per Singer, basta leggere wikipedia per scoprire che tipo è. La lezione di Oreskes l'avevo addirittura segnalata anch'io:
http://leucophaea.blogspot.com/2008/02/quando-sento-parlare-di-cultura.html
Questo per dire che i negazionisti italiani (tra i quali metto anche il direttore di Le Scienze, peraltro) non sono molto diversi dai loro compari americani. Cioè usano dati falsi, o vecchi o modificati. Cosa ci vorrà per convincerli?
Aggiungo che Singer ha "lavorato" anche per l'industria del tabacco, negando ogni connessione tra tabacco e cancro.
Eccomi qua.
(a) Il riscaldamento globale non c'e': o meglio, se c'e', non sappiamo ancora se sia globale o no, visto che all'IPCC ammettono a denti stretti che le osservazioni del riscaldamento sono quasi tutte europee.
(b) E' la fine dell'estate, il periodo di massimo riscaldamento. E quindi il momento piu' probabile perche' la banchisa si frantumi. Mi sembra un punto rilevante.
(c) In alcuni punti il Polo sud si riscalda, in altri si raffredda. Cosa succeda in Antartide e' una cosa ancora tutta da scoprire. L'immagine sopra mostra trend dal 1981 al 2007 che arrivano al massimo a +/-0.1C per decade (quindi un totale inferiore a 0.3C. E visto che l'Antartide e' freddo, non sono quelle differenze a causare granche' cambiamenti). Ne parlavo giusto ieri, perche' dalla NASA arrivano informazioni almeno apparentemente contraddittorie, sull'Antartide, incluso il fatto che l'area di scioglimento, nel 2008, e' stata di 300mila kmq, lontano dalla media storica che e' 860mila kmq. Il gia' citato IPCC, poi, sottolinea continuamente come il riscaldamento al Polo Sud si e' visto chiaramente solo nella Penisola Antartica: guarda caso, proprio' dov'e' la banchisa Wilkins.
(d) Le dimensioni dell'iceberg sono minime: minime rispetto all'intera banchisa Wilkins. Non dico di aspettare che si sciolga tutta...ma perche' preoccuparsi se se ne stacca meno dell'1%? Altri e ben piu' grandi iceberg si sono staccati dalle banchise antartiche, in passati recenti e remoti.
(e) L’estensione dei ghiacci marini antartici e’ un milione di kmq superiore alla media storica. Io il link l'avevo messo: al famoso sito Cryosphere Today dell'Universita' dell'Illinois a Urbana-Champaign.
(f) I mesi appena trascorsi sono stati a livello globale fra i piu’ freddi degli ultimi anni. Non ho citato, quello, a riguardo del riscaldamento globale, ma proprio riferendomi alla banchisa Wilkins e al nuovo iceberg gigante. Se si e' staccato in un periodo freddo, non possiamo certo imputare la sua dipartita al riscaldamento.
(g) Le conferme che la presunta instabilita' climatica siano da imputare all'uomo non sono "infinite". Sono tutte nelle pagine del secondo gruppo di lavoro del quarto rapporto IPCC, capitolo 1. A proposito, sono 26.285 conferme, insieme a 3.174 smentite.
Su Franco Battaglia non mi pronuncio. Difendera' le sue opinioni come piu' gli aggrada. C'e' da considerare che mentre chi crede nel riscaldamento antropogenico ha qualcosa in cui credere, appunto, chi ne e' scettico per definizione non ha altro in comune con gli altri scettici, se non lo scetticismo.
Sono consapevole quindi che ci sono un mucchio di svitati che non credono al riscaldamento globale, e che tanti di loro non usano i miei stessi argomenti, ne' io i loro.
X Morabito:
c) ma nella fattispecie (al di là dello studio segnalato)non c'è proprio nulla di contradditorio; che ci sia stato un certo switch da trend negativi a positivi nella serie storica più lunga non è una grande sorpresa dato che gli ultimi 3 anni in antartide sono più caldi della media 1982-2004, di poco i primi due e di molto il 2007.
E cmq,a seconda delle date di inizio e di fine del periodo considerato, i trend cambiano parecchio, passando anche da positivi a negativi da un anno all'altro (W.L. Chapman and J.E. Walsh, 2007). Questo per dire che quel che si sa (penisola a parte) è perlomeno che in molte aree i trend sono parecchio incerti a causa delle forti fluttuazioni interannuali e decadali.
L'articolo citato da anonimo è questo: Chapman, W.L. and J.E. Walsh. 2007. A Synthesis of Antarctic Temperatures. Journal of Climate, 20, 4096-4117. E conclude che “Trends computed using these analyses show considerable sensitivity to start and end dates with starting dates before 1965 producing overall warming and starting dates from 1966 to 1982 producing net cooling rates over the region. cioè, secondo dove cominci a computare i dati, il Polo si raffredda o si riscalda. Ergo, nessuno considera la temperatura del Polo (non della penisola antartica) come indicatore del riscaldamento globale.
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