11/10/2009

Conseguenze inattese

Ho spesso trattato l'argomento delle conseguenze inattese, a partire dal mio portaombrelli (!). Di solito sono conseguenze negative in seguito ad atti magari volti apparentemente al meglio. Questa volta è il contrario. Avete presente lo scioglimento dei ghiacci polari? Quello che farebbe alzare il livello dei mari (se i ghiacci si trovassero sulla terraferma)? Bene, sembra che nelle acque lasciate libere dal ghiaccio ci sia una vera e propria esplosione di vita; sono soprattutto alghe, fitoplancton cioè, che ovviamente fa del suo meglio per... assorbire tutta l'anidride carbonica che può. In questo modo contrasta l'innalzamento della CO2 causata dalle attività umane; proprio lo stesso fenomeno che causa lo scioglimento dei ghiacci. È una specie di feedback negativo che blocca la causa. Per una volta.

Il disegno accanto, del British Antarctic Survey, presenta in rosso il ghiaccio negli anni '50 e in grigio quello del 2008. Si vede che è diminuito?

Nell'attesa di post più seri

Faccio un garbato commento a una galleria fotografica di Repubblica. Che riprende un sondaggio della Webzine Spike sulle donne del rock. A parte Debbie Harry ci sono truzze come le Runaway o sconosciute come Alison Mosshart o Brody Dalle. Insieme a Nico e Grace Slick, mancano però ben altre rappresentanti del rock femminile. Per esempio Michelle Phillips (a sinistra) e Emmylou Harris (sotto). Proprio da buttare?

P. S. Mettete voi chi altro volete.

11/04/2009

Questo è vicepresidente del Cnr

Sono senza parole. Dopo i frizzi e i lazzi che hanno accolto il convegno organizzato da De Mattei nel soggiorno di casa, questo ha il coraggio di far uscire un libro con i contributi dei "biologi, paleontologi, fisici, genetisti, chimici, biologi e filosofi della scienza" (i biologi ci sono due volte) che "fanno outing" contro Darwin. Andate avanti voi, a me viene da ridere, se non piangere.
Qui l'annuncio del misfatto.

P. S. Se ho tempo e voglia, mi faccio anche mandare il libro. Poi vedo

11/01/2009

Tempo da lupi

Tre notizie sui lupi; è un caso, non le vado a cercare. La prima è che José Luis Rodriguez ha scattato la foto che vedete sopra di un lupo in caccia e ha vinto il primo premio al Veolia Environment Wildlife Photographer of the Year 2009. Quello della Bbc, famosissimo e che spessissimo ci becca (non sempre). La foto ha una sua storia molto bella, che leggete qua.
La seconda parla di un lupo che viveva solo sulle Falkland. Descritto da Darwin (qui il passo su Wikipedia), che notò anche la differenza tra lupi delle isole orientali e quelle occidentali, la specie stessa scomparve (ovviamente per mano dell'uomo) perché era una minaccia per le pecore e perché aveva un bel pelo morbido. Era un tombolotto non particolarmente attraente, con la pelliccia folta e rossiccia. All'inizio non si ritenne fosse una gran perdita, perché si pensava provenisse da animali portati sulle isole dall'uomo, oppure perché era arrivato sulle isole trasportato dai tronchi o isole di terra (il problema è che le Falkland sono a 480 chilometri dalla terraferma, ma insomma, si può fare). Altro problema era quello della parentela; erano cani domestici, coyote o volpi sudamericane? Bene, la sorpresa è attraverso il Dna di esemplari da museo si è scoperto che la parentela più vicina è quella con l'animale che vedete accanto. E' un crisocione (Chrysocyon brachyurus). Oltre a essere una delle bestie più belle del creato, non è proprio un canide come si deve. Infatti è abbastanza lontano da tutti gli altri canidi, ed è parente solo dei canidi sudamericani, in particolare lo speoto (Speothos venaticus), una specie di cagnotto alto un barattolo e mezzo; il bello e il bestio insomma. Non è finita. I quattro esemplari che i ricercatori hanno studiato per capire cosa fossero hanno un antenato comune circa 70.000 anni fa; cioè molto prima della fine dell'ultima glaciazione, e anche prima che l'uomo arrivasse in Sudamerica. Niente indiani che portano i loro cani sulle isole, quindi. E ancora; il momento della divergenza del lupo della Falkland dal crisocione risale a 6 milioni di anni fa. Purtroppo qui le cose si fanno molto incasinate, perché i primi fossili di canidi in Sudamerica risalgono a circa 2,5 milioni di anni fa. Ciò vuol dire che crisocione e lupo delle Falkland si sono separati in Nordamerica. Ma purtroppo non ci sono fossili in Nordamerica che possano essere assegnati alla linea del lupo delle Falkland; ce n'è forse uno in Sudamerica. Morale, come al solito siamo qua a lamentare la perdita di una specie sommamente interessante per mano dell'uomo.
La terza storia riguarda il lupo vero, quello della foto sopra, ma la popolazione che sta su un'isola in Canada, l'Isle Royale, dove c'è l'Isle Royale National Park. Qui stanno studiando le interazione preda-predatore da quando io vado all'università, quindi millemila anni fa. E hanno scoperto che quando un branco di lupi uccide un alce, la carcassa che rimane rilascia una quantità industriale di azoto, fosforo e potassio da lasciare veri e proprio hotspot di nutrienti nella foresta. Hotspot che vengono sfruttati dalle altri piante (e funghi e batteri) per crescere meglio e più fitte; per questo sono luoghi molto favoriti dagli altri alci, che arricchiscono a loro volta la zona con feci e urine, ricche di azoto. In poche parole:
"At the landscape scale, long-term carcass deposition patterns could influence forest dynamics by shifting competitive relationships among tree seedlings through changes in the nutrient concentrations in their growth environment", dice Joseph Bump della Michigan technological university. Questo studio lega due fondamentali processi ecologici, la predazione e il riciclo dei nutrienti. Gran bel lavoro, e dimostrazione che i predatori sono molto più importanti di quanto di pensi; anche per il cosiddetto equilibrio ecologico (che non esiste, ma facciamo a capirsi).


Crediti: la foto del lupo che salta è della Bbc, quella del crisocione è di Wikimedia Commons

E se andassimo piano...

Un gruppo di studenti di Stoccolma ha trasformato le scale di una metropolitano in un pianoforte. Guardatevi il risultato e immaginatevi una proposta del genere in Italia.


Un sogno

E l'arrestato è...

10/27/2009

Punti di vista

Mentre, giustamente, molti si avvitano in complesse analisi della situazione presente in Italia (vedere qui per un riassunto del tutto), preferisco affidarmi a un vecchio libro di saggezza, che nelle prime pagine ha il diagramma che vedete a sinistra (la scansione proviene dall'edizione originale, quindi magari le edizioni successive sono leggermente diverse). Il libro è I limiti dello sviluppo, e mi pare di capire che la situazione italiana ora si collochi nel quadrante razza, Paese/pochi anni. Se è giusto preoccuparsene, anche perché dopo quello che sta accadendo probabilmente del Paese rimarranno solo macerie, mi piace invece (da vero snob) collocarmi nel quadrante mondo/generazioni future. E pensare che il mondo nel futuro - nemmeno troppo - lontano dovrà fare il conto con questa altra immagine che vedete qui sotto. E' il mondo nel 2008 secondo la Nasa (qui la fonte), con anomalie di temperatura rispetto al valore di base 1950-1980. Non è chi non veda che la maggior parte della Terra è più calda ora di quanto non fosse qualche annetto fa, e a maggior ragione millenni fa. Le anomalie di temperatura sono presenti specialmente nelle regioni settentrionali e nell'Antartide occidentale. Interessante osservare anche come il centro dell'America settentrionale fosse invece leggermente più fredda, così come l'Antartide orientale e il Pacifico centrale. L'America settentrionale è anche (guarda caso) il maggior emettitore di CO2 del pianeta, e l'opinione pubblica governa anche quello che è deciso a Washington. Ebbene, l'opinione pubblica sta lentamente cambiando opinione (scusate) proprio sulla causa del riscaldamento globale. Poiché, riguardatevi il grafico, negli anni 2008-2009 la temperatura NON è aumentata come avrebbe dovuto se il riscaldamento globale fosse un fenomeno lineare, allora negli Stati Uniti sono in meno a credere che la colpa del riscaldamento stesso siano le attività umane. Secondo un sondaggio del Pew research center (ecco la fonte) la percentuale che pensa ci siano prove solide che la Terra si stia scaldando per colpa umana è diminuita del 14% dall'aprile 2008 all'ottobre 2009. E tutto questo perché? Perché il loro cortile di casa si è, in un anno, scaldato meno di quanto avrebbe dovuto secondo il senso comune.
Ripeto: cortile di casa, in un anno. Proprio come Franceschini, Bersani e Marino. E Berlusconi.

10/25/2009

Evoluzione umana 2

La folla (?) di commenti al post sull'evoluzione umana ma ha convinto, insieme al fatto che sono a casa colpito da ferocissimo raffreddore, a dare un'occhiata più approfondita al testa da cui tutto è nato. Spesso accade che gli autori di un articolo scientifico siano estremamente cauti nel presentare le loro ipotesi, con frasi piene di potrebbe e forse. Questi sono più chiari, anche perché la ricerca è cominciata sessant'anni fa (1948). E già dall'abstract dicono che:
We found that natural selection is acting to cause slow, gradual evolutionary change. The descendants of these women are predicted to be on average slightly shorter and stouter, to have lower total cholesterol levels and systolic blood pressure, to have their first child earlier, and to reach menopause later than they would in the absence of evolution. Selection is tending to lengthen the reproductive period at both ends.
Cioè in poche parole pensano di poter prevedere il fenotipo delle figlie (e delle nipoti) delle donne sottoposte allo studio in oggetto. La conclusione è chiara; secondo gli autori, le generazioni successive hanno avuto o avranno un colesterolo inferiore, un'età delle riproduzione più ampia, peseranno un po' di più, avranno un pressione più bassa e altre cose (lo studio ha avuto per oggetto solo tratti di interesse medico). La cosa importante non sono questi dati, ma quanto dicono autori nell'introduzione. Ecco cosa:
[...] natural selection works through differential reproductive success rather than simple differential survival, and individuals in contemporary human populations vary in lifetime reproductive success (LRS). Selection operates on any trait that varies and is correlated with LRS, and traits respond to selection with change across generations if they vary genetically.
Chiaro, no? La selezione naturale, che è l'unico fattore evolutivo che lo studio ha preso in considerazione, non agisce solo sulla sopravvivenza, ma anche sul successo riproduttivo differenziale*, un parametro che varia nella moderna popolazione con le generazioni. Ovviamente il tratto in analisi dovrebbe avere una base genetica, e non solo culturale o per esempio dietetica (che sempre cultura è, peraltro). Tanto che anche gli autori riconoscono che l'eredità non è solo genetica ma anche culturale, e che le due sono inestricabilmente legate. Stessa cosa da dire anche per i valori del colesterolo, che potrebbero variare (calare) anche perché cambia la dieta. Insomma, non è affatto facile distinguere le due spinte al cambiamento. Per tornare a noi, però, la conclusione che si può trarre è che la specie umana è ancora in evoluzione, e che anche se le tigri non ci mangiano più stiamo cambiando lo stesso; lentamente, ma stiamo cambiando. Senza considerare che la riproduzione differenziale non vale solo nella popolazione ma tra le popolazioni, e che la maggior parte della specie è ancora sottoposta a malattie, parassitosi e altri fattori di selezione (fame, siccità, eccetera). **

* Quelli che continuano a dire che l'evoluzione per selezione naturale è "la legge del più forte" farebbero bene a tenere a mente il "successo riproduttivo differenziale". Se solo avessero un posto dove tenere questo concetto.
** Ne ha parlato, qua, anche Jerry Coyne.

10/24/2009

Che religione scegliere

Dal sito Friendly atheist, un comodo e semplice schema da seguire se siete indecisi su che religione scegliere.

10/21/2009

Aggiornamento

Ho aggiornato con un paio di righe il post sull'evoluzione umana. Poco sotto.

Chi c'è qua?